Tuesday, February 16, 2010

Traduzione italiana di "22 Bahman as viewed by Two Green Warriors"

Traduzione italiana del testo in lingua inglese "22 Bahman as viewed by Two Green Warriors":
.................

Negar Chevre

Domenica 14 febbraio 2010, @nchevre scrisse:

risposta

#iranelection- Traduzione inglese "Il 22 Bahman visto da due Guerrieri Verdi" @Iran_letter & @manic77

@iran_letter a @manic77
Link al testo originale in lingua persiana : http://bit.ly/9ciVKB

Caro Mani,

Eravamo d'accordo che bisogna essere realistici. Hai dimenticato che il Sig. Mousavi ha detto alla gente di andare a manifestare il 22 Bahman [11 febbraio 2010/NdT] ma che devono farlo in silenzio? A che serve una tale protesta silenziosa se non ad aiutare le forze che sostengono il governo? Prima del 22 Bahman, Seyed Ali parlava di vittoria in questa giornata. Secondo me si tratta di un problema molto più profondo di ciò che tu descrivi. A parere mio, e sono qualcuno che vede tutto ciò dall'esterno, tutti i piani che hanno portato al 22 Bahman puzzavano di tradimento da parte dei capi del movimento Verde. Mi dispiace doverlo dire, ma si tratta di qualcosa che va detto.


@manic77 a @iran_letter
Link al testo originale in lingua persiana: http://tl.gd/8tpsc

Concordo sull'importanza di essere realistici. Però, io non vedo alcun tradimento da parte di Mousavi. I piani per il 22 Bahman sono stati concepiti fuori dall'Iran e non provvenivano né da Mousavi né da Karroubi. Non dimentichiamo le proteste silenziose del Khordad [giugno 09/NdT] quando abbiamo dato una botta da terremoto al dittatore con i nostri simboli verdi. Mousavi ci ha chiesto con chiarezza di fare la stessa cosa il 22 Bahman.

Senza dubbio abbiamo commesso degli errori fondamentali in termini di strategia e pianificazione. Però non ritengo realistica la tua affermazione che il 22 Bahman puzzi di tradimento da parte dei leader del movimento Verde. Caro amico, benché io non sia sicuro di ciò che intendevi dire e parlo da persona che non sempre si trova d'accordo con questi signori, finora io stesso non ho mai visto altro che sostegno al movimento verde da parte di Mousavi e Karroubi.

Radicalizzare il movimento nelle circostanze attuali può farci sentire meglio a breve termine, ma ci porterà senza dubbio all' indebolimento e all'annientamento. Caro compatriota, abbiamo davanti a noi una lunga strada per arrivare alla vittoria, una strada che dobbiamo percorrere un passo alla volta.

Quando dico che dobbiamo continuare ad essere realistici, mi riferisco al fatto che il movimento verde è nato essenzialmente come movimento che contestava i risultati elettorali e [ne] chiedeva il cambiamento. E' stato questo convincimento di fondo che ha dato luogo alle manifestazioni silenziose avvenute nei giorni seguenti alle elezioni. Come in ogni altro movimento, però, col passare del tempo l'impeto del movimento si è spostato e abbiamo cominciato a ripetere gli stessi errori commessi da altri movimenti che ci hanno preceduti. Abbiamo preso per scontato che siamo in grado di risolvere dei problemi centennari da un giorno all'altro, e che abbiamo tutti uno stesso obiettivo comune, dimenticando nel contempo che un numero significativo di quei sostenitori verdi che hanno partecipato alle elezioni sono ancora legati purtroppo alla Repubblica Islamica. Noi invece abbiamo spinto a fondo sull'acceleratore, abbiamo mirato direttamente all'essenza stessa del Velayat E Fajih (la nefandezza del capo religioso), senza badare al fatto che questo regime ha sfruttato per 31 anni la sua macchina propagandistica per promuovere la religione e per mentire ed ingannare. Si infatti, qui ci sono in gioco delle problematiche più profonde, che devono essere riesaminate e risolte in maniera seria e fondamentale.

1. Il nostro popolo tende più all'apatia politica che all'attivismo politico. E quando dico il nostro popolo, mi riferisco alla maggioranza della popolazione non solo ai giovani.

2. Una delle cause di questa apatia, a cui tra parentesi nessuno ha fatto caso nelle tante analisi fatte, sta nel fatto che un segmento della nostra popolazione è veramente stufa della dirigenza attuale. E per questo motivo, non hanno voglia di mettere a rischio la propria pelle per gente come Mousavi, Khatami, ecc., cioè per delle persone che fino a poco fa venivano considerati "insider" e membri dell'"establishment". L'Azarbayjan ed il Kordestan [regioni dell'Iran a maggioranza azera e curda/NdT] ne sono esempi eclatanti. In altre parole, esiste un vuoto di leadership in Iran e abbiamo perciò un gran bisogno di dialogo su questo problema.

3. Alcuni segmenti della popolazione, specialmente nelle province, sono rimasti molto religiosi e di mentalità tradizionalista. Vedono nei reggitori attuali del potere in Iran dei rappresentanti della propria fede, e tengono più al mantenimento dell'uso del chador (copricapo religioso) da parte delle loro mogli e sorelle che alla bandiera dei verdi.

4. Trovandosi di fronte a pressioni economiche veramente estreme, la maggior parte della gente non si può permettere il lusso di partecipare alle varie forme di disubbedienza civile, tipo scioperi ecc.

5. L'atmosfera di militarismo esasperato e la severità della repressione ha spaventato tanta gente.

6. La guardia rivoluzionaria islamica (Islamic Revolutionary Guard Corps - IRGC) detiene il controllo sull'economia del paese. Non sono un proponitore dell'uso della violenza nelle lotte sociali e politiche, però da sole le proteste pacifiche non potranno portare a grandi successi nel breve termine.

7. L'internet è un mezzo comodo per la nostra causa, ma ha anch'esso dei limiti suoi propri. Dobbiamo focalizzarci sulla distribuzione capillare di volantini durante la notte e sulla formazione di gruppi ed attività clandestine, ecc.

Io personalmente sono a favore di una democrazia laica e dell'introduzione di modifiche costituzionali in Iran, ma che ci piaccia o meno, dobbiamo restare realistici nel nostro approccio, perché noi non siamo rappresentativi dell'intera popolazione. E detto con franchezza, il clima politico in Iran non è così come lo descrivono la maggior parte dei nostri amici che vivono all'estero. Tanta gente in Iran, per un motivo o per un altro, non è coinvolta nella politica. Non tutti cercano l'annientamento del governo o il rovesciamento del sistema. Un mio amico l'ha detto molto bene: “Ci sono più sostenitori della Repubblic islamica in Iran che sostenitori della monarchia e del MKO”(*) In Iran le persone religiose sono numerose forse quanto quelle che vogliono una democrazia laica. Non possiamo semplicemente continuare a ripetere che il governo è totalmente privo di sostenitori e che chi lo appoggia lo fa solo come membro di un loro "esercito di bevitori di Sandis"![**]

In conclusione, abbiamo una strada lunga da percorrere e non si può pretendere di far trionfare una rivoluzione dando fuoco a qualche macchina per strada. E' perciò sbagliato da parte nostra ritenere che nelle circostanze attuali sarebbe fattibile duplicare ancora una volta gli avvenimenti della rivoluzione del Bahman [cioè quella del 1979/NdT] o che delle persone come Mousavi e Karroubi abbiano tradito il movimento. Abbiamo bisogno di individui come loro per raggiungere i nostri scopi e dobbiamo anche cercare di capire la situazione in cui si trovano. Non sono liberi di poter parlare sempre in modo aperto e diretto.

Se restiamo realistici, se continuiamo a focalizzarci su un insieme di attività coerenti e teniamo conto delle realtà attuali della nostra società, saremo anche in grado di adattare le nostre aspettative in funzione di queste realtà. Non rinunceremo mai alle nostre domande minime, ma per raggiungere i nostri obiettivi ed essere vittoriosi dobbiamo andare avanti un passo alla volta. Ho sempre creduto e continuo a credere che siamo innumerevoli e che la nostra vittoria è imminente. Se rimaniamo realistici, non ci lasceremo scoraggiare così facilmente.

Tieni duro compatriota mio, l'alba è vicina....

Mani

...........................


NdT:

(*) Il Sandis è una bevanda alla frutta venduta in contenitori di cartone, tipo aranciata Santal: si è molto ironizzato sul fatto che durante le grandi manifestazioni di regime, migliaia di confezioni di Sandis + merendine sono state distribuite gratuitamente ai partecipanti.

(**) MKO v. http://it.wikipedia.org/wiki/Mujaheddin_del_popolo_iraniano - sono pochi anche all'estero, ma molto attivi sul fronte propagandistico e sull'internet. Poco amati in Iran perché hanno combattuto "dalla parte sbagliata" nella guerra del 1980-1988, cioè insieme alle forze di Saddam. Come i sostenitori del MKO, i monarchici sono pochi e poco amati in Iran ma attivissimi all'estero, soprattutto negli Stati Uniti. La frase aveva perciò qualche sottinteso ironico.

No comments:

Post a Comment